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Le connessioni tra cervello, mente e corpo

Inter­vi­sta a Filippo Ongaro pre­sente in Neu­ro­bio­blog: http://bioneuroblog.wordpress.com/2011/06/14/cibo-e-cervello-intervista-a-filippo-ongaro/

Nutrirci e curarci. Il bino­mio sta diven­tando sem­pre più evi­dente. Ciò che fac­ciamo ogni giorno, ai pasti e alle cola­zioni, d’ora in poi non dovrà essere visto uni­ca­mente come intro­du­zione di “car­bu­rante”, ma piut­to­sto come la prin­ci­pale occa­sione per  man­te­nere e magari accre­scere lo stato di salute, oppure recu­pe­rarla se l’abbiamo perduta.

Il cibo come veleno oppure come medi­cina. La sapienza popo­lare l’ha sem­pre intuito e saputo. Ma oggi ne abbiamo le evi­denze scien­ti­fi­che. E la rispo­sta arriva da quella nuova disci­plina che si chiama “nutri­ge­no­mica. In pra­tica come le sostanze bio­chi­mi­che con­te­nute negli ali­menti entrano a fare parte delle nostre cel­lule e fanno espri­mere i nostri geni. Nel bene o nel male. Se que­sto avviene, ed avviene, è sem­plice intuire come nell’arco di un’interva vita, da prima della nascita fino alla vec­chiaia – attra­verso 30–60 ton­nel­late di ali­menti che inge­riamo in una vita media – sia pos­si­bile favo­rire l’insorgenza di malat­tie che non sono “sem­pli­ce­mente” l’obesità, ma pure pato­lo­gie che hanno a che vedere con le alte­ra­zioni infiam­ma­to­rie del nostro organismo.

Di tutto ciò si sta occu­pando da anni Filippo Ongaro, che ha scritto un libro chiaro ed effi­cace sulla nutri­ge­no­mica. Se lo avesse inti­to­lato con il nome della nuova scienza della nutri­zione, lo avreb­bero letto ben pochi. Invece il volume ha un titolo altret­tanto chiaro ed effi­cace: Man­gia che ti passa. Uno sguardo rivo­lu­zio­na­rio sul cibo per vivere più sani e più a lungo (Piemme).

Filippo Ongaro è con­si­de­rato uno dei pio­nieri euro­pei della medi­cina fun­zio­nale e anti-aging. Ha vis­suto per molti anni all’estero, dove ha lavo­rato come medico degli astro­nauti presso l’Agenzia spa­ziale euro­pea (Esa). Ha col­la­bo­rato con la Nasa e l’Agenzia spa­ziale russa allo svi­luppo di meto­do­lo­gie pre­ven­tive e tera­peu­ti­che per con­tra­stare l’invecchiamento acce­le­rato a cui sono espo­sti gli astro­nauti in orbita. È vice­pre­si­dente dell’Associazione medici ita­liani anti-aging (Amia) e diret­tore sani­ta­rio dell’Istituto di medi­cina rige­ne­ra­tiva e anti-aging (Isme­rian) di Tre­viso. Nel 2008 ha pub­bli­cato Le 10 chiavi della salute (Salus Infirmorum).

Gli abbiamo rivolto alcune domande su cer­vello e alimentazione.

In che rap­porto sono ali­men­ta­zione e cervello?

Sono in un rap­porto stret­tis­simo. La ricerca ci sug­ge­ri­sce da tempo di abban­do­nare i vec­chi con­cetti che sepa­rano mente e corpo. Il cer­vello è l’organo più impor­tante e com­plesso del nostro corpo e neces­sita non solo di car­bu­rante ma della miscela cor­retta di nutrienti per fun­zio­nare al meglio.

Quali sono gli ali­menti, sostanze dan­nose e quali quelle bene­fi­che per il cervello?

In primo luogo è neces­sa­rio ridurre il carico gli­ce­mico assu­mendo meno zuc­cheri e meno car­boi­drati raf­fi­nati. Sem­bra strano ma i muscoli e il cer­vello hanno biso­gno di una gli­ce­mia il più pos­si­bile costante e ven­gono invece desta­bi­liz­zati dai pic­chi alti così come da quelli bassi. Poi vanno assunte quan­tità suf­fi­cienti di acidi grassi omega 3 che sono un costi­tuente fon­da­men­tale del sistema ner­voso cen­trale. Aumen­tiamo quindi l’introito di pesce azzurro cer­cando il pesce pescato come gli sgom­bri, le sarde, le sar­dine.

Nel suo libro accenna al ruolo degli ali­menti e dell’infiammazione nelle con­cause di malat­tie neu­ro­de­gen­ra­tive come scle­rosi mul­ti­pla e Alz­hei­mer, oppure di disturbi dell’umore come la depres­sione: quali sono gli ali­menti che pro­teg­gono e quali quelli che dan­neg­giano il sistema nervoso?

L’infiammazione assieme a gli­ca­zione e stress ossi­da­tivo sono i 3 feno­meni fisio­pa­to­lo­gici alla base della dege­ne­ra­zione e della mag­gior parte delle malat­tie cro­ni­che. Occorre quindi agire per lo meno su que­sti 3 fronti anche con il cibo. Le regole som­ma­ria­mente dette sopra vanno in que­sta dire­zione. Poi esi­stono nume­rose sostanze come l’aminoacido trip­to­fano che hanno effetti sull’umore e il sonno aumen­tando sero­to­nina e mela­to­nina. Per aumen­tare la quan­tità di trip­to­fano che entra nel cer­vello ser­vono i car­boi­drati ma anche qui sce­gliamo quelli inte­grali. Se invece si cerca la con­cen­tra­zione in quan­tità non esa­ge­rate sono ovvia­mente utili caffè e tè, se poi si sce­glie il tè verde esso è ricco di cate­chine anti-ossidanti che ridu­ranno lo stress ossi­da­tivo anche a livello cerebrale

Quali svi­luppi futuri vede nel cibo come far­maco, in par­ti­co­lare nella sfera del buon fun­zio­na­mento  cerebrale-emotivo?

Io credo e mi auguro che la nuova scienza della nutri­zione con­ti­nui a sopren­derci con gli effetti cura­tivi di molti ali­menti. Quello che conta però è che que­sto sapere si tra­sformi rapi­da­mente e da subito in pro­to­colli di cura migliori. L’anello man­cate è in que­sto caso è il medico che deve acqui­sire mag­giori com­pe­tenze in que­sto settore.

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