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Consigli per l’attività fisica all’aria aperta (prima parte)

Con l’arrivo della pri­ma­vera si ripren­dono più volen­tieri le atti­vità fisica all’aria aperta come la corsa, il cicli­smo o la moun­tain bike. Vediamo quali sono i con­si­gli per affron­tarle al meglio.

Que­ste atti­vità di lunga durata sono pre­va­len­te­mente di tipo aero­bico e, come tutti gli sport di resi­stenza, sono impe­gna­tivi per l’apparato car­dio­pol­mo­nare oltre che per il sistema muscolo-scheletrico degli arti infe­riori e della schiena. Per non incor­rere in errori che ral­len­te­reb­bero il pro­gre­dire e fareb­bero sen­tire mag­gior fatica, è deter­mi­nante rispet­tare i tre car­dini dell’allenamento: orga­niz­za­zione del lavoro fisico, ali­men­ta­zione e riposo.

L’allenamento è un pro­cesso tem­po­rale la cui orga­niz­za­zione si fonda su alcuni prin­cipi gene­rali:
1. II carico di lavoro dipende dal volume (quan­tità di eser­ci­zio) e l’intensità (qua­lità dell’esercizio), soli­ta­mente sono inver­sa­mente pro­por­zio­nali;
2. Il miglio­ra­mento della pre­sta­zione richiede l’aumento con­ti­nuo dei cari­chi, è di grande impor­tanza sta­bi­lire le moda­lità con cui il carico cre­sce nel tempo;
3. Qual­siasi carico di lavoro pro­voca uno stato di affa­ti­ca­mento al quale l’organismo rea­gi­sce adat­tando le pro­prie fun­zioni ad un livello supe­riore di effi­cienza, da ciò appare evi­dente lo stretto rap­porto esi­stente tra carico e recu­pero (il riposo è allenante).

L’osservanza di alcune regole con­tri­buirà a miglio­rare e man­te­nere un buon equi­li­brio psico-fisico:

Aumen­tare gra­dual­mente le distanze per­corse e l’intensità dello sforzo;
Riscal­da­mento e defa­ti­ca­mento per­met­tono all’organismo di ren­dere meglio ed evi­tano l’eccessivo affa­ti­ca­mento a fine atti­vità;
• Inse­rire alcuni eser­cizi per gli arti supe­riori ed addo­mi­nali per avere un corpo più armo­nioso;
Recu­pe­rare dopo ogni sforzo;
Ali­men­tarsi cor­ret­ta­mente prima e dopo l’attività fisica;
Bere acqua durante l’attività fisica per evi­tare la disi­dra­ta­zione;
• Saper ascol­tare il pro­prio corpo, non for­zare se si è stan­chi, non alle­narsi se amma­lati o infortunati.

Que­ste regole fon­da­men­tali ci per­met­te­ranno di affron­tare con pia­cere le atti­vità all’aria aperta.
I con­si­gli non fini­scono qui: nella seconda parte del post potete sco­prire alcuni sem­plici eser­cizi di stret­ching e per raf­for­zare gli arti supe­riori e la schiena.

Simone Diotallevi

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